Quali sono le imposte sulla bolletta della luce?

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Sommario: Nella scelta di un’offerta luce e gas vantaggiosa, uno degli aspetti che maggiormente viene considerato dagli utenti è il prezzo. Ma, nonostante le tariffe competitive che i provider offrono sul mercato, ci siamo mai chiesti a quanto ammontano le tasse sulla bolletta della luce?

E soprattutto, sappiamo nelle imposte bolletta luce quali componenti del servizio dobbiamo pagare?

In questo articolo ci preoccuperemo di chiarire quali sono le imposte bolletta luce da pagare e su quali componenti sono attualmente stabilite.

Imposte bolletta luce: come calcolare le accise sull’energia elettrica

In Italia, il pagamento delle imposte bollette luce prevede sostanzialmente due componenti:

  • L’accisa sull’energia elettrica
  • L’Iva, ovvero l’imposta sul valore aggiunto

L’accisa è la tassa imposta su quanto è stato consumato del bene di cui si dispone. Di conseguenza, le aliquote dell’accisa sono in riferimento all’unità di misura del prodotto, espressa in kWh (kilovattori) e non al suo valore economico.  Invece, il pagamento dell’Iva riguarda una precisa percentuale su ogni kW.

Per scoprire quali sono le altre componenti che formano il prezzo della luce, consulta il nostro articolo sulla guida alla bolletta della luce.

Come si calcolano le accise sul consumo della luce?

Come abbiamo constatato, l’accisa costituisce una delle imposte sulla bolletta luce. Per la precisione, si tratta di un’imposta indiretta (ossia non relativa al reddito ma ai consumi), e corrisponde allo 0,0227€ per ogni kW consumato. Tuttavia, esistono alcune esenzioni a favore per gli utenti di energia elettrica, sia domestici sia professionali. Te le elenchiamo nel dettaglio di seguito.

Esenzioni delle accise di energia elettrica per clienti domestici

Come anticipato, per i clienti domestici sono previste alcune esenzioni nel pagamento delle accise. Infatti, nel saldo delle imposte bolletta luce dei clienti domestici, occorre distinguere questi ultimi prima di tutto tra:

Residenti

Ossia tutti quegli utenti che hanno attiva una fornitura luce per la prima casa

Non residenti

Vale a dire tutti coloro che detengono un’utenza luce su una seconda casa.

Nell’ultimo caso, i non residenti sono sempre tenuti a pagare l’imposta prevista di 0,0227€ per ogni kW utilizzato. Per quanto riguarda gli utenti luce residenti, occorre distinguerli ulteriormente tra:

  • Consumatori di potenza oltre i 3 kW
  • Consumatori di potenza entro i 3 kW (in genere una quantità di potenza sufficiente per un’utenza luce destinata all’impiego casalingo)

Dunque, mentre i primi sono sempre tenuti al pagamento di 0,0227€, tutti coloro che consumano energia elettrica entro i 3 kW, possono usufruire dell’esenzione. Vediamo le condizioni specifiche per chi ha diritto all’esenzione dal pagamento dell’imposta bolletta luce:

  • Per essere del tutto esonerati dal pagamento delle accise non si dovranno consumare più di 1,5 kW nel corso del mese.
  • Qualora si superi il valore di 1,5 kW nell’uso di energia elettrica, il pagamento dell’accisa è previsto, ma in maniera ridotta. Ovvero, verranno pagati solamente i kW in eccesso rispetto al valore minimo per l’esenzione, ossia 1,5 kW.

Imposte bollette luce: clienti domestici esenti dal pagamento dell’accisa

Quindi, ricapitolando, possono usufruire dell’esenzione dal pagamento delle accise tutti gli utenti luce che:

  • Sono residenti all’indirizzo di fornitura
  • Hanno un contratto luce che prevede il consumo di non più di 3 kW al mese
  • Non utilizzano più di 1,5 kW al mese. Coloro che superano questo limite pagheranno l’imposta bolletta luce solo sui kW che superano il limite di 1,5 kW e non sull’intero consumo mensile.

Se hai dei dubbi anche riguardo l’imposta bolletta gas, leggi la nostra guida dedicata.

Esenzione dalle accise sull’energia elettrica per i clienti aziendali

Per quanto riguarda gli utenti luce aziendali, hanno anche essi diritto all’esenzione dall’accisa a determinate condizioni. I casi di aziende che sono esonerate dal pagamento dell’imposta sono:

  • Aziende che consumano energia elettrica con una potenza inferiore a 20 kW
  • Aziende produttrici di energia elettrica
  • Enti diplomatici, consolari e altre organizzazioni simili purchè riconosciute
  • Organizzazioni internazionali esenti da Iva
  • Forze armate di qualsiasi Stato che faccia parte della NATO
  • Aziende che utilizzano l’energia elettrica ai fini del trasporto urbano ed extraurbano
  • Imprese che usano l’energia elettrica per le linee ferroviarie.

Le aziende che necessitano l’utilizzo di energia elettrica per testare o collaudare macchinari possono richiedere l’esenzione dal pagamento delle accise per un tempo determinato. Tale periodo si concluderà al termine delle attività relative al test o al collaudo.

Possono usufruire dell’esenzione dall’imposta anche le aziende fuori campo, ossia le imprese che utilizzano l’energia elettrica per:

  • Processi mineralogici
  • Riduzione chimica e processi elettrolitici e metallurgici
  • Realizzazione di prodotti sul cui costo finale l’energia incida per oltre il 50%

Per maggiori informazioni riguardo le spese sull’energia elettrica, oltre le imposte bolletta luce, puoi scoprire di più leggendo il nostro articolo sulla spesa per la materia energia.

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Info

Imposte bolletta luce: come calcolare l’IVA sui consumi di energia elettrica

Per quanto riguarda la seconda delle imposte bolletta luce, ossia la tassa relativa all’IVA, il suo pagamento è previsto con le seguenti condizioni:

  • 10% per tutti gli utenti che indirizzano l’energia elettrica all’uso domestico
  • 22% per altri tipi di utilizzi

A differenza delle accise, per l’imposta IVA non sono previste esenzioni. Tuttavia, sia famiglie, sia imprese hanno diritto ad alcune agevolazioni.
IVA Bolletta

Agevolazione dell’energia elettrica sull’Iva per le aziende

Sebbene di base alle imprese sia obbligatorio, nelle imposte bolletta luce, il pagamento dell’Iva al 22%, ci sono alcuni casi in cui la società può richiedere l’agevolazione dell’Iva al 10%. Nello specifico possono farne richiesta le seguenti realtà imprenditoriali:

  • Imprese estrattive e manifatturiere, tra cui anche quelle poligrafiche e editoriali. Per aziende manifatturiere si intende tutte quelle attività comprese tra il gruppo IV al gruppo XV del D.M 31/12/1988. Queste realtà sono impegnate nella produzione di diverse categorie di beni, da quelli alimentari all’abbigliamento, dalla lavorazione del legno ai prodotti chimici e farmaceutici, fino ad arrivare agli autoveicoli.
  • Imprese impegnate nella produzione agricola e nel settore agrituristico.
  • Realtà che destinano l’energia elettrica all’uso domestico. Precisamente si tratta di condomini, caserme, scuole e altre strutture simili.
  • Società che usano l’energia elettrica per impianti irrigui e scolo delle acque.

Se la tua azienda rientra tra le categorie considerate beneficiarie dell’agevolazione Iva secondo il D.M 31/12/1988, puoi procedere alla richiesta.

Agevolazione Iva per aziende: come presentare la domanda

Richiedere l’agevolazione Iva per la tua azienda è molto semplice: ti basterà inoltrare la richiesta al tuo attuale fornitore di energia elettrica. Tale richiesta, provvista di tutti i dati anagrafici e relativi all’azienda e alla fornitura, potrà pervenire tramite:

  • Raccomandata A.R. inviata per posta alla sede principale del tuo provider energia.
  • Indirizzo e-mail o fax.

Il fornitore provvederà ad inoltrare la tua richiesta alla Amministrazioni Finanziarie, e sarà ritenuta valida finché tu non decida di revocarla.

A quanto ammonta il peso delle imposte bolletta luce?

Chiaramente, le imposte bolletta luce, a seconda di quanto consumato, possono avere un certo peso sulle spese familiari. Di certo, tutto ciò dipende dai consumi di energia elettrica e dal prezzo del fornitore. Per dare un valore di riferimento, un utente domestico con un contratto che prevede l’utilizzo di energia elettrica con potenza pari a 3 kW, pagherà il 13% del valore della bolletta nelle imposte.

In sostanza, il pagamento della bolletta per un utente domestico è così suddiviso:

  • 13% per le imposte bolletta luce
  • 44% circa per la spesa della materia energetica
  • 20% circa per i costi di trasporto
  • 22% circa per gli oneri di sistema

tasse bolletta
Rispetto agli scorsi anni, la quota inerente alla spesa sulla materia ha ridotto notevolmente il potenziale margine di risparmio. Tuttavia, per risparmiare sulla bolletta dell’energia elettrica, ti consigliamo alcune sane abitudini da adottare, quali:

  • Staccare la spina agli elettrodomestici e ad altri dispositivi che non sono in fase di utilizzo
  • Spegnere le luci nelle stanze in cui non c’è nessuno
  • Scegliere una tariffa luce, bioraria o monoraria, in base a quanto tempo si passa in casa, e che quindi sia conveniente per il tuo stile di vita.
  • Utilizzare lampadine a LED, che permettono un risparmio superiore del 90% rispetto alle tradizionali lampadine a incandescenza.
  • Azionare il programma “risparmio energetico” per gli elettrodomestici non attivi.


Seguendo questa lista di consigli, vedrai che la prossima bolletta ti risulterà meno salata delle precedenti.

Prima di proseguire nella lettura, potrebbe esserti utile sapere cos’è il PVC della bolletta. Clicca sul link per saperne di più.

Bonus elettrico: in cosa consiste e chi ne ha diritto

Per chi vive in ristrettezze economiche il governo ha disposto il Bonus elettrico, ovvero uno sconto in bolletta destinato a utenti domestici e famiglie che versano in condizioni di:

  • Disagio economico
  • Disagio fisico

Per disagio economico si intendono tutti gli utenti che:

  • abbiano un reddito annuale, provato da dichiarazione ISEE, non superiore a 8.265€
  • che siano titolari del reddito di cittadinanza.
  • Hanno più di tre figli a carico e con un reddito inferiore a 20.000€.

Tuttavia, il consumo dell’energia non deve superare i 3 kW, altrimenti non sarà possibile usufruire dell’agevolazione.

Per quanto riguarda gli utenti affetti da disagio fisico esso riguarda una particolare categoria di malati. Si tratta di coloro che versano in condizioni di salute gravi al punto di avere bisogno di macchinari collegati alla rete elettrica per sopravvivere.

In caso di disagio sia economico, sia fisico, il bonus è cumulabile. Di conseguenza, sarà applicato in bolletta un doppio sconto.

Quanto vale il bonus elettrico?

Il valore del bonus elettrico varia in base ai componenti del nucleo familiare. Invece, in situazioni di disagio fisico sono previsti sconti anche per l’impiego di una potenza che superi i 3 kW e non è necessario presentare l’ISEE.

Valore Ammontare Bonus Elettrico
Bonus in base ai componenti della famiglia
128€ per un nucleo familiare composto da 1-2 componenti
151€ per un nucleo familiare composta da 3-4 componenti
177€ per famiglie composte da più di 4 componenti
Sconti aggiuntivi per disagio fisico per meno di 3 kW
189€ per i consumi fino a 600 kW all’anno (fascia minima)
311€ per i consumi tra i 600 kW e i 1200 kW all’anno (fascia media)
449€ per i consumi superiori a 1200 kW all’anno (fascia massima)
Sconti aggiuntivi per disagio fisico per più di 3 kW
442€ per consumi fino a 600 kW all’anno (fascia minima)
559€ per i consumi tra i 600 kW e i 1200 kW all’anno (fascia media)
676€ per i consumi superiori a 1200 kW all’anno (fascia massima)

Come richiedere il bonus elettrico in caso di disagio fisico

Mentre nei casi di disagio economico lo sconto verrà direttamente applicato in bolletta, nelle situazioni di disagio fisico bisogna presentare la domanda presso il Comune di residenza del titolare della fornitura o il CAF. Per poter usufruire delle agevolazioni il richiedente dovrà presentare:

  • Certificato della ASL che attesti le gravi condizioni di salute del malato. In più dovrà essere provata anche la necessità di utilizzo di macchinari collegati alla rete elettrica.
  • Documento d’identità e codice fiscale sia del richiedente sia del malato
  • Codice POD, identificativo della fornitura e la relativa potenza impiegata. Tale codice è composto da 14 caratteri alfanumerici ed è reperibile sulla bolletta luce.
  • Il modulo di richiesta compilato (scaricabile dal sito di ARERA)

Come tenere sotto controllo le imposte bolletta luce

Per tenere sotto controllo le imposte bolletta luce bisogna sempre controllare che sia attiva la possibilità di richiedere le agevolazioni. Inoltre, ti consigliamo di controllare i tuoi consumi periodicamente. Per farlo, puoi avvalerti di uno strumento istituito dall’ARERA, ossia il portale dei consumi.

Il portale consumi di Arera


Infatti, questo indicatore consente di:

  • Controllare la propria spesa luce e gas e anche i consumi e le letture del contatore precedenti.
  • Recuperare tutte le informazioni utili sui propri contratti luce e gas.
  • Conoscere quale distributore è allacciato alla tua utenza di gas ed energia elettrica.


Inoltre, per saperne di più sulle spese di trasporto e la gestione del contatore, puoi leggere il nostro articolo dedicato, cliccando sul link.

Guida alla bolletta della luce: come leggerla correttamente

La bolletta della luce è composta da due sezioni distinte. Nella prima puoi leggere:

  • I tuoi dati anagrafici e il tuo codice cliente (e P.IVA nell’eventualità in cui tu la possieda)
  • I dati relativi alla fornitura di energia elettrica.
  • I costi della bolletta, suddivisi in base alle componenti che formano il prezzo unitario della fornitura.
  • Altre informazioni relative alla bolletta, come il numero di fattura, il periodo di consumo e il totale da pagare.
  • Modalità di pagamento.
  • Altre informazioni, come i contatti dell’assistenza.

Invece, nella seconda sezione sono riportati:

  • Conguagli e ricalcoli.
  • Consumi e letture precedenti.
  • Ulteriori dettagli sulle imposte bolletta luce.
  • Riepilogo dei consumi energetici.

Se vuoi avere ulteriori chiarimenti sulla lettura precisa della bolletta luce, ti consigliamo di consultare il sito di ARERA, collegandoti qui.

Scopri di più sul mondo dell’energia elettrica, visita le nostre pagine e informati sulle novità:

 

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Info

Aggiornato su 26 Ott, 2022

redaction La redazione di Energia-Luce.it
Redactor

Matteo Bono

Redattore Energia

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